Via l’ultimo monumento al Duce coperto da una frase della Arendt

Via l’ultimo monumento al Duce coperto da una frase della Arendt

Il prossimo mese di maggio, vale a dire 72 anni dopo la fine del fascismo, la città di Bolzano cancellerà l’ultimo monumento a Mussolini esistente in Italia. Cancellare, forse, è pure una parola troppo grossa perché il progetto deliberato dall'amministrazione provinciale del capoluogo altoatesino prevede non lo smantellamento ma la “correzione” del grande bassorilievo che campeggia sulla facciata del palazzo delle finanze: accanto al bassorilievo che vede al centro un’immagine del Duce a cavallo verrà infatti collocata una grande scritta, “Nessuno ha il diritto di obbedire”, che è una citazione della scrittrice Hannah Arendt. Nei giorni scorsi l’amministrazione bolzanina ha dato l’incarico ad alcune ditte di effettuare i lavori.

La Storia “rettificata”

La toponomastica e la memoria storica sono una faccenda presa molto sul serio e in modo lacerante in Alto Adige, così anche la cancellazione di questa singolare vestigia del Ventennio non sfugge alla regola. Il bassorilievo, sia detto per chi non conosce i luoghi, non passa granché inosservato: è una “striscia” di lastre di marmo lunga 36 metri e alta 5, una sorta di colonna Traiana in orizzontale che narra l’epopea del fascismo: dalla vittoria nella prima guerra mondiale alla marcia su Roma fino all'affermazione del regime. Il tutto in uno stile che richiama chiaramente la classicità romana. Al centro campeggia una figura di Mussolini a cavallo, che sovrasta il motto “credere, obbedire, combattere”. L’opera fu realizzata negli anni del fascismo ma, curiosamente, fu completata solo nel dopoguerra e addirittura le ultime parte venero collocate nel 1957. Per anni ha tenuto banco il dibattito se fosse giusto o no rimuovere quei simboli del passato. Ora la soluzione adottata dalla Provincia è di mediazione perché prevede di non demolire l’ingombrante manufatto ma di rettificarlo (la dicitura della delibera parla di “contestualizzare l’opera”) alla luce della Storia: da qui la decisione di apporre sopra il bassorilievo la citazione della Arendt e di collocare nella piazza una stele che spiega la genesi storica del luogo. L’intera operazione di maquillage costerà circa 120 mila euro.

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