21 Aprile, Natale di Roma e Festa del Lavoro durante il Fascismo

21 Aprile, Natale di Roma e Festa del Lavoro durante il Fascismo

Il 21 aprile 753 a.C. Romolo uccide Remo e fonda la città di Roma. La data è così importante da diventare l’inizio della cronologia romana: viene fissata dall'astrologo Lucio Taruzio. Il primo a far celebrare l'anniversario di Roma nel 47, ottocento anni dopo la presunta data della fondazione, è l’imperatore Claudio. 

Il compleanno di Roma viene ufficializzato nel 1870 quando per la prima volta fu istituita come festa per tutto il Paese. Con il passare degli anni assume una connotazione simbolica, una sorta di sacralità del culto di Roma rimettendo nuovamente in risalto la grandezza della città. 

Il 3 aprile 1921, durante un discorso pronunciato a Bologna, l'allora capo del Movimento fascista Benito Mussolini proclamò l'anniversario della fondazione di Roma quale festa ufficiale del Fascismo.

Nel documento che sancì la fusione Nazionalfascista, tra l'Associazione Nazionalista Italiana e il Partito Nazionale Fascista, siglato il 16 marzo 1923, i rappresentanti delle due forze politiche stabilirono di celebrare l'accordo unitario con l'apposizione di un manifesto contenente l'appello all'Unita nazionale, da affiggere in tutte le città italiane nella serata del 20 aprile, vigilia del Natale di Roma, giorno "significante l'avvenuta rinascita della Romana grandezza".

Lo stesso 19 aprile venne approvato dal Consiglio dei ministri uno schema di decreto-legge proposto dal presidente Benito Mussolini che aboliva la festività del 1º maggio e fissava la celebrazione del Lavoro al 21 aprile, Natale di Roma. Fu la prima celebrazione istituita dal governo Mussolini che, a partire dal 21 aprile 1924 divenne festività nazionale, denominata "Natale di Roma - Festa del lavoro". Tale decreto fu cassato nel 1945, ripristinando la Festa del lavoro al 1º maggio e limitando la festività del Natale di Roma al solo ambito cittadino della Capitale.

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