25 APRILE: QUANDO I VILI SI PROCLAMARONO EROI

25 APRILE: QUANDO I VILI SI PROCLAMARONO EROI

Il 25 aprile, giorno di lutto (di Ercolina Milanesi)

Rimarrà stupito, qualcuno, del titolo che ho dato a questo mio scritto, ma per me è veramente un giorno indimenticabile, di terrore, perché a Milano ho assistito a delle atrocità spaventose, anche in famiglia. I partigiani garibaldini comunisti sono entrati in casa mia, hanno preso la mia mamma e con il mitra mi hanno sbattuto contro il muro. Mia madre, lo seppi molto tempo dopo, fu portata nelle carceri di San Vittore, in una cella, stipata all’inverosimile, uomini e donne, con un bugliolo per tutti e per due giorni senza acqua e un pezzo di pane, inoltre sempre in piedi data l’angusta cella. Dopo la portarono nelle famigerate scuole di via Palmieri, famose per le torture perpetrate ai fascisti. Mia madre fu torturata, stuprata e tutti i giorni portati per le vie di Milano su un camion e i milanesi buttarono loro addosso escrementi umani, vasi da notte, oggetti contundenti. Gli stessi cittadini che pochi giorni prima al Lirico, nell’ultimo discorso del Duce lo osannavano a non finire. 
Tutto ciò perché mia madre era di famiglia fascista e non aveva fatto nulla di male. Mai. Solo vendette personali ci furono in quel periodo, anche la morte di mio zio Ernesto, fratello di mia madre, 30 anni, seviziato, rotto gli arti e seppellito vivo. 
Oggi Ciampi ha osannato i partigiani come degli eroi, ma i nostri ragazzi di Salò che sono andati a combattere sapendo che andavano incontro alla morte, cosa sono? 
Ero una ragazzina, ma non potrò mai dimenticare e perdonare le efferatezze compiute dai partigiani comunisti. Perché non si parla di questo? Perché non si racconta, come visto con i miei occhi, andare nelle case, prendere della povera gente, che aveva solo la colpa di avere un ideale e portarli sulla via e sparare diversi colpi di fucile sia su donne, uomini e bambini? 
Non racconto storie, non sono bugiarda ma è la pura verità e penso chi mi legga possa capire il mio odio viscerale verso i partigiani e ripeto questo, per noi, sporchi fascisti, è un giorno di grave lutto. 
Piazzale Loreto rimarrà in eterno la vergogna di un popolo criticato da tutti i Capi di Stato per le aberrazioni compiute e il linciaggio su dei poveri cadaveri. 
Ecco chi sono gli italiani sinistroidi: assassini, vigliacchi che non hanno ragione di vivere, perché la crudeltà vista a Milano è impossibile descriverla e quelle vie lorde di sangue, corpicini di bimbi straziati da una pallottola, vecchi e giovani riversi nel sangue e donne stuprate sulla strada sono ricordi incancellabili. Ed io non potrò mai perdonare, perché non si può, ne si deve.

ERCOLINA MILANESI

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