“Meglio le sanzioni dei profughi”: così la Polonia rifiuta l'immigrazione di massa imposta dall'UE

“Meglio le sanzioni dei profughi”: così la Polonia rifiuta l'immigrazione di massa imposta dall'UE

Varsavia, 21 maggio 2017 – Accogliere i profughi o "sedicenti tali" secondo lo schema di ricollocamento imposto dall’Unione Europea? No grazie, preferiamo piuttosto le eventuali sanzioni. Risponde così la Polonia al piano di distribuzione degli immigrati che, tra mille difficoltà (ma senza alcuna garanzia di successo), l’Unione Europea sta cercando di predisporsi.

Questione solo di solidarietà? Dalla Polonia non la vedono proprio in questo modo, specie se la "solidarietà" non viene da un moto spontaneo ma è imposta dall’alto. La risposta del governo è ferma e decisa: accogliere 6000 immigrati, ha spiegato Mariusz Błaszczak, ministro dell’Interno di Varsavia, “sarebbe certamente molto peggio” di qualsiasi punizione da parte dell’Unione Europea, come la procedura d’infrazione minacciata dal commissario Avramopoulos.

“Non dobbiamo dimenticare gli attacchi terroristici di questi ultimi mesi, ricordandoci che le grandi comunità di musulmani sono nate da piccoli gruppi di persone” ha continuato Błaszczak, illustrando la sua posizione con motivi legati alla sicurezza. Ma non solo: “La strategia di ricollocamento dei profughi – ha proseguito – non fa altro che incentivare l’immigrazione clandestina, dato che i trafficanti fanno ancora più affari se gli immigrati vengono accolti non solo in Italia e Grecia, ma gli viene garantita ospitalità anche negli altri paesi”.

Lo scorso 18 aprile, il Ministro degli Interni Mariusz Błaszczak aveva già annunciato la decisione del governo, durante una trasmissione radiofonica, di internare i richiedenti asilo che arrivano nella nazione polacca all'interno di campi di detenzione in attesa del pronunciamento delle autorità sul loro status.

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