Manganello "BOIA CHI MOLLA"

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Nuovo prodotto

Manganello "Boia chi molla" colore nero

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8,99 € tasse incl.

Scheda tecnica

Larghezza45cm
Peso350gr
MaterialeLegno

Dettagli

Boia chi molla! è un motto utilizzato negli ambienti della destra politica e neofascista italiana del secondo dopoguerra, in particolare negli anni settanta del Novecento. Il suo significato letterale è: «chi abbandona (molla) la lotta è un assassino (boia)».

Nel corso della prima guerra mondiale fu usato come motto del corpo degli Arditi, poi, grazie ad alcuni ufficiali che parteciparono nel 1919 alla fondazione dei Fasci di combattimento, fu utilizzato dalle prime squadre fasciste. Il motto entrò così a far parte dei simboli distintivi prima del movimento fascista, poi del regime. Per esempio, Roberto Mieville, in una delle ultime lettere inviate alla madre durante la ritirata dal deserto libico l'11 aprile 1943, scrisse: «Sii tranquilla che comunque e ovunque avrò tenuto fede al mio motto: Boia chi molla!», ma scritto rigorosamente con il punto esclamativo. Preso prigioniero per la durata della guerra, fu detenuto come prigioniero presso il Campo di concentramento di Hereford, negli Stati Uniti. Nel suo libro di memorie, Fascists' criminal camp (titolo dovuto al soprannome del campo ove erano detenuti i militari italiani che, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, avevano rifiutato di cooperare con gli alleati), scrisse:

« E nel campo 6 da quaranta giorni, all'aperto, trecento sottufficiali vivevano a pane e acqua e non mollavano. E nel campo ufficiali era la medesima cosa: Boia chi molla! »

Nel 1943 fu ripreso nuovamente dalle forze armate della Repubblica Sociale Italiana, in particolare dal XXIV battaglione della Guardia Nazionale Repubblicana, che lo adottò come motto.

Il 31 agosto 1957 in occasione dell'esequie e tumulazione delle spoglie di Benito Mussolini nella cappella di famiglia del cimitero di San Cassiano, a Predappio, due arditi reggevano ciascuno un gagliardetto nero e tricolore, con scritte «Boia chi molla».